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Le scarpe antinfortunistiche sono il dispositivo di protezione più usato in assoluto: proteggono le dita da urti e schiacciamenti, la pianta del piede da chiodi e schegge, e danno presa su pavimenti scivolosi, oli, fango e ghiaccio. In questa sezione trovi circa 600 calzature di sicurezza e da lavoro: la gran parte è U-Power, affiancata dai modelli Sottozero e Sorpasso e dalla gamma Sparco, che porta nel lavoro lo stile sportivo e running, con moltissimi modelli ESD. Servono in edilizia, impiantistica, logistica, industria, officina, agricoltura e manutenzione del verde, ma anche in cucine, laboratori e sanità.
Il principio da tenere a mente è uno: la scarpa giusta non è la più protettiva in assoluto, ma quella adatta al rischio reale del tuo lavoro. Una calzatura sovradimensionata pesa, scalda e stanca; una sottodimensionata lascia scoperto proprio il rischio che dovrebbe coprire.
Tutte le calzature di questa sezione sono certificate, ma secondo due norme diverse.
Quale delle due serve non è una preferenza personale: lo stabilisce la valutazione dei rischi dell'azienda, che per ogni mansione indica la classe minima richiesta.
Le sotto-sezioni sono organizzate in tre chiavi di lettura. Lo stesso modello può comparire in più di una: una scarpa bassa S3S isolata dal freddo, per esempio, la trovi tra le basse, tra le S3 e tra le invernali. Parti dalla chiave che conosci già.
Sulla linguetta o sull'etichetta interna di ogni scarpa trovi la norma, la classe e le eventuali sigle aggiuntive. Imparare a leggerle è il modo più rapido per confrontare due modelli.
Le classi della EN ISO 20345:2022 sono cumulative: ognuna aggiunge requisiti alla precedente.
Le calzature da lavoro senza puntale seguono la stessa logica con le classi O1, O2, O4 e O6 della EN ISO 20347:2022.
Quando la classe comprende la lamina antiperforazione, la lettera finale dice di che tipo è: P metallica, PL non metallica provata con chiodo da 4,5 mm, PS non metallica provata con chiodo da 3 mm, la prova più severa. Per questo le sigle più diffuse in questa sezione sono S3S e S1PS.
Su pavimenti asciutti una S1PS è leggera e traspirante. Appena entrano in gioco pioggia, terra, ghiaia o lavaggi serve una S3S; se il piede deve restare asciutto per ore, una S7S o uno stivale S5. Ricorda che S3 non vuol dire impermeabile.
In cantiere, in falegnameria e dove si maneggiano bancali la lamina è indispensabile. Le lamine non metalliche sono più flessibili, non trasmettono il freddo e coprono tutta la pianta; quelle metalliche restano una scelta robusta e collaudata.
Per il freddo cerca CI; per asfalti caldi, fonderie e saldatura HRO e HI; per ambienti molto caldi e asciutti un sandalo S1 o S1PS.
In cucine, industria alimentare e officine con oli a terra conta la suola: SR e FO sono presenti su quasi tutti i modelli, ma verifica sempre che ci siano.
Se lavori in un'area EPA la funzione ESD è obbligatoria. Negli altri ambienti non serve, ma non toglie nulla: molti modelli U-Power e Sparco la hanno di serie. Una scarpa ESD non è isolante e non protegge dalle scosse.
Chi cammina tutto il turno sente ogni grammo: modelli bassi, lamina non metallica, intersuola ammortizzante e tomaie in tessuto tecnico riducono l'affaticamento. Le linee di ispirazione running, frequenti nella gamma Sparco, nascono proprio per questo.
Il puntale non si deforma e non si adatta al piede: la scarpa va provata nel pomeriggio, con le calze che userai al lavoro, lasciando circa un centimetro tra dita e puntale e verificando che il tallone non si sollevi. Chi ha un piede stretto trova nella linea da donna una forma più avvolgente.
Una scarpa antinfortunistica protegge solo se è integra e usata come è stata certificata. Va sostituita dopo un forte urto sul puntale, anche se all'esterno non si vede nulla, quando un chiodo ha attraversato la suola e quando i rilievi della suola sono consumati. Plantari e sottopiedi si possono cambiare solo con quelli provati insieme alla calzatura, altrimenti la certificazione decade. A fine turno estrai il sottopiede e lascia asciugare la scarpa a temperatura ambiente, mai su stufe o termosifoni; se lavori tutti i giorni, alternare due paia ne allunga la vita e ti permette di calzare sempre una scarpa asciutta.
Le calze tecniche da lavoro sono il complemento più sottovalutato: riducono sudore, sfregamenti e freddo e rendono confortevole anche la scarpa più protettiva. Completa la dotazione con l'abbigliamento da lavoro della stessa sezione, compresa la linea Sparco Teamwork, scegliendo pantaloni che scendono sopra la scarpa e non dentro, soprattutto sotto la pioggia, e con gli altri dispositivi di protezione richiesti dalla tua mansione.
Via Polticchia 8, 06081, Assisi (PG) - Via Del Lavoro snc, Cannara 06033 (PG)
