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Un guanto generico da casa o da giardino non dichiara alcuna prestazione. Non sai quanto resiste all'abrasione, se si lacera al primo spigolo o se una lamiera lo attraversa. Un guanto da lavoro è invece un Dispositivo di Protezione Individuale. Sul dorso o sull'etichetta riporta le norme europee a cui risponde e i livelli ottenuti nelle prove di laboratorio. Questi dati ti permettono di confrontare modelli diversi su basi oggettive e di scegliere in base al rischio reale, non all'aspetto.
La EN 420:2003+A1:2009 stabilisce i requisiti di base comuni a tutti i guanti di protezione: innocuità dei materiali, sistema delle taglie, destrezza e informazioni obbligatorie in marcatura. Oggi è sostituita dalla EN ISO 21420, indicata su alcuni modelli come EN 21420. Queste norme non indicano una protezione specifica, ma garantiscono che il guanto sia costruito e documentato correttamente.
La EN 388:2016+A1:2018 è la norma più diffusa nei guanti da lavoro. Sotto il pittogramma dello scudo con il martello compare un codice di quattro cifre e una o due lettere, in quest'ordine:
La X indica una prova non eseguita o non applicabile. Ecco come leggere i codici presenti in questa sezione:
Alcuni modelli riportano solo la sigla EN 388 o EN388: in questo caso i livelli vanno letti sul guanto e nella nota informativa.
La EN 407 valuta la protezione dai rischi termici. Nei modelli di questa sezione compare nelle edizioni EN 407:2004 ed EN 407:2020. Il suo codice ha sei posizioni, in quest'ordine: comportamento alla fiamma, calore per contatto, calore convettivo, calore radiante, piccoli spruzzi di metallo fuso e grandi proiezioni di metallo fuso. Prendiamo il codice EN 407:2020 X1XXXX. L'unica prova dichiarata è il calore per contatto, al livello 1: il guanto protegge dal contatto con una superficie a 100 °C per almeno 15 secondi. Le X indicano prove non eseguite, quindi un guanto così non è pensato per la fiamma libera né per il metallo fuso.
La EN 381-7 riguarda i guanti per gli utilizzatori di motosega: l'imbottitura antitaglio, concentrata sul dorso della mano, è fatta per fermare la catena in movimento. La classe indica la velocità della catena usata nella prova: classe 0 a 16 m/s, classe 1 a 20 m/s. Un guanto antitaglio EN 388, anche di livello alto, non sostituisce un guanto EN 381-7 quando si lavora con la motosega.
Sono il cuore della gamma. Proteggono da abrasione, strappo e perforazione nelle attività più comuni: movimentazione di materiali, montaggio, manutenzione, carpenteria leggera e lavori agricoli. Si differenziano per i livelli nei singoli parametri della EN 388, per il grado di presa e per la sensibilità delle dita. Un guanto sottile e aderente è ideale per assemblaggi e minuterie. Uno più robusto serve per movimentare laterizi, legname o materiali grezzi.
I guanti Heavy Duty Protection in pelle fiore bovina, anche bianca e bordata, e con dorso in crosta o palmo rinforzato, sono i classici per carpenteria, movimentazione, edilizia e lavori agricoli: robusti, morbidi e resistenti all'abrasione.
Il supporto in maglia di poliestere o nylon è rivestito sul palmo in nitrile, anche sabbiato, o in poliuretano. Sono leggeri e sensibili, adatti a montaggio, logistica e manutenzione. La sigla in G, come 13G, 15G o 18G, indica la finezza della maglia: più il numero è alto, più il guanto è sottile e aderente.
Come il guanto rosso lungo 60 cm, pensati per lavori a contatto con acqua e liquidi, che proteggono anche l'avambraccio: verifica nella scheda le norme dichiarate prima di usarli con sostanze chimiche.
Sottili e senza cuciture, venduti in confezione da più pezzi: si usano in officina con olio, grasso e gasolio, nella verniciatura, nelle pulizie e ovunque serva cambiare spesso il guanto. Proteggono da contatti brevi e schizzi; per l'uso prolungato con sostanze chimiche verifica nella scheda le norme dichiarate.
Leggeri e flessibili, per piantare, potare, raccogliere e per i piccoli lavori nell'orto e nel verde, dove contano sensibilità e comfort più della protezione da rischi gravi.
Una parte consistente dei modelli, U-Power e HDP, è classificata antitaglio dal produttore, con livelli TDM indicati nel nome, come B, C e D. Sono pensati per chi maneggia lamiere, vetro, profilati e bordi affilati. I livelli di taglio e i criteri di scelta sono spiegati nel dettaglio nella sezione dedicata ai guanti antitaglio da lavoro.
Hanno il palmo imbottito con materiale che smorza le vibrazioni trasmesse da decespugliatori, motoseghe, tosasiepi, martelli demolitori e utensili pneumatici. Riducono l'affaticamento della mano nei turni lunghi e migliorano la presa sull'impugnatura. Sono un aiuto, non una soluzione completa: i tempi di esposizione alle vibrazioni vanno comunque gestiti secondo la valutazione dei rischi.
Proteggono le mani dal contatto con superfici e pezzi caldi, per esempio in officina meccanica, nella manutenzione di impianti o vicino a macchinari in temperatura. Prima dell'acquisto verifica sempre il codice EN 407 del modello: indica da quale tipo di calore protegge e a quale livello.
Completano la gamma alcuni guanti tecnici e alcuni modelli certificati per usi particolari: protezione dal freddo secondo EN 511, saldatura secondo EN 12477, come il guanto da saldatore Heavy Duty Protection INDIA con palmo rinforzato, proprietà elettrostatiche secondo EN 16350. Sono scelte mirate, da preferire quando il rischio principale non è solo meccanico.
Parti sempre dal pericolo più frequente o più grave:
Più protezione di solito significa più spessore. Per avvitare, cablare o maneggiare minuterie scegli un guanto sottile e aderente. Per la movimentazione pesante privilegia robustezza e presa.
In questo caso verifica nella scheda del modello il tipo di rivestimento del palmo, che determina la presa e la tenuta ai liquidi.
Un guanto troppo largo fa perdere presa e rischia di impigliarsi. Uno troppo stretto affatica la mano e si consuma prima. Misura la circonferenza del palmo e confrontala con la tabella taglie del modello.
La confezione standard è adatta a squadre piccole e al rinnovo periodico. Per forniture aziendali di grandi quantità c'è la sezione dei guanti da lavoro all'ingrosso in cartoni.
Conserva i guanti nella loro confezione, in un luogo asciutto, lontano da fonti di calore e dalla luce solare diretta. Dopo l'uso lasciali asciugare all'aria, mai sopra termosifoni o stufe. Per l'eventuale lavaggio segui solo le indicazioni della nota informativa del modello: non tutti i guanti sono lavabili, e un lavaggio sbagliato può ridurne le prestazioni. Controllali prima di ogni uso e sostituiscili appena mostrano usura evidente.
In cantiere, o dove c'è rischio di caduta di oggetti, la dotazione si completa con i caschi da cantiere conformi alla EN 397, disponibili nella stessa area dedicata ai DPI. Se cerchi una protezione specifica contro i tagli, trovi la selezione dedicata nei guanti antitaglio da lavoro.